A MediCane in a bottle
Discipline coinvolte: geografia, italiano, materie STEM
Alunni: pluriclasse quarta e quinta
Metodologie: cooperative learning, collaborative learning, problem solving, compito di realtà
L'attività si svolge in due fasi: durante lo studio del clima e dei fattori climatici in Italia e nel mondo, gli alunni si imbattono nella notizia del ciclone che si è abbattuto sulle coste della Sicilia. Un fatto di cronaca viene esaminato dal punto di vista scientifico con la realizzazione di un esperimento in classe e dal punto di vista giornalistico con lo studio della funzione e della struttura della cronaca giornalistica. Il compito di realtà si conclude con la redazione di alcuni articoli di giornale che al momento sono in fase di digitalizzazione e saranno postati a breve.
Titolo: A MEDICANE in a bottle
HURRICANE + Mediterraneo= MEDIcane
Questo esperimento è un classico della scienza, è semplicissimo da realizzare ma lascia sempre i bambini a bocca aperta. Si chiama "Il Ciclone in Bottiglia".
Clicca qui sotto per vedere il video della formazione dell'occhio del ciclone:
Cosa ti serve:
Due bottiglie di plastica trasparenti da 1,5 litri (vuote).
Nastro adesivo forte (quello da pacchi o quello americano grigio).
Acqua (riempi una delle due bottiglie per circa 3/4).
Facoltativo: Un po' di brillantini o qualche goccia di colorante alimentare (per vedere meglio il movimento).
Come fare (Passaggi):
Preparazione: Riempi una bottiglia con l'acqua. Se vuoi, aggiungi i brillantini (che rappresentano i "detriti" o le nuvole trascinate dal vento).
Unione: Appoggia la bottiglia vuota sopra quella piena, "bocca contro bocca".
Fissaggio: Usa il nastro adesivo per unire i due colli delle bottiglie. Assicurati che sia ben stretto per non far uscire l'acqua!
L'esperimento: Capovolgi le bottiglie in modo che quella con l'acqua sia sopra. Se la tieni ferma, l'acqua farà fatica a scendere (perché l'aria sotto deve risalire).
Crea il Ciclone: Inizia a far ruotare la bottiglia superiore con un movimento circolare veloce e poi fermati.
Cosa imparano i bambini?
Mentre guardano l'acqua che scende creando un imbuto, i bambini imparano che:
Il Vortice: Proprio come nella bottiglia, nell'atmosfera l'aria calda che sale e quella fredda che scende iniziano a ruotare. Questo crea un "buco" al centro (l'occhio del ciclone) che permette al movimento di diventare velocissimo e ordinato.
La Forza Centrifuga: L'acqua viene spinta verso l'esterno mentre scende, lasciando il centro libero. È la stessa forza che sentono loro quando girano velocemente su una giostra.
L'Energia: Senza il movimento rotatorio che hanno dato con la mano, l'acqua scenderebbe piano e a fatica. Il "giro" dà al sistema la forza di muoversi velocemente, proprio come il calore del mare dà forza al ciclone Harry in Sicilia.
Ecco cosa è accaduto
Immaginiamo che il Mar Mediterraneo sia una grande vasca da bagno e vediamo insieme come si scatena questa "tempesta perfetta".
Ecco come possiamo spiegarlo ai bambini:
1. Il mare è come una batteria calda
Anche se noi d'inverno non facciamo il bagno, l'acqua del mare trattiene molto calore dall'estate. Questo calore è come la benzina per i motori: più l'acqua è calda, più "vapore" sale verso l'alto. Questo vapore è l'energia che serve per far nascere il ciclone.
2. Lo scontro tra giganti
In questi giorni è successo un "incidente":
Dall'Europa del Nord è arrivata un'aria freddissima (immaginate un soffio di ghiaccio).
Dal mare e dall'Africa risaliva invece un'aria calda e umida. Quando queste due arie si incontrano, non vanno d'accordo: l'aria calda scappa verso l'alto velocemente e inizia a girare in tondo, proprio come l'acqua quando togliete il tappo dal lavandino.
3. Perché la Sicilia è così colpita?
La Sicilia si trova proprio nel mezzo di questo "scontro". Le conseguenze che vediamo sono tre:
La pioggia: Le nuvole incontrano le montagne della Sicilia (come l'Etna) e, non riuscendo a superarle facilmente, scaricano tutta l'acqua nello stesso posto per ore.
Il vento: Il vortice che gira attira l'aria con forza, creando raffiche che possono abbattere alberi o cartelli.
Il mare mosso: Il vento forte "spinge" la superficie del mare contro la costa, creando onde altissime che arrivano fin sulle strade.
4. Il nome speciale: "Medicane"
A volte questi cicloni diventano così forti da sembrare dei piccoli uragani tropicali. Gli scienziati li chiamano Medicane (che unisce le parole Mediterraneo e Hurricane, ovvero uragano).
In parole semplici: Il nostro mare è diventato un po' troppo "caldo" a causa del riscaldamento del pianeta, e questo dà ai temporali una forza incredibile, come se avessero i superpoteri!
Clicca sul link per visionare la modalità di conduzione del compito di realtà:
Il giornale, compito di realtà
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