Cittadini in scena
Cittadini in scena
Metodologie attive: Role PLAYING
Discipline coinvolte: storia, italiano, educazione civica
Alunni: pluriclasse quarta e quinta
Metodologie didattiche attive: Role playing
Concorso Camera dei Deputati “Parlawiki - Costruisci il vocabolario della democrazia”.
Premessa
Questa è un'attività coinvolgente che trasforma una lezione di storia in un’esperienza viva e partecipata e la classe in un'agorà pulsante. La democrazia di Clistene è perfetta per il role-playing perché si basa su meccanismi concreti (sorteggio, tribù, votazione palese). La simulazione permetterà ai bambini di comprendere il funzionamento delle istituzioni greche e di confrontarle con la democrazia di oggi, di riflettere sul valore civico del dibattito e della responsabilità collettiva.
Sulla Piattaforma digitale linoit abbiamo raccolto le nostre riflessioni:
http://linoit.com/users/RosannaPezzati/canvases/Role%20playing%3A%20Cittadini%20di%20Atene
🏛️ Progetto Didattico: "Cittadini in scena”
Atene, nel V secolo a.C. non era nelle mani di un re o di un gruppo ristretto (oligarchia), ma dell'intera cittadinanza (Demos). Una simulazione di questo sistema deve necessariamente confrontarsi con istituzioni come l'Ecclesia (l'assemblea popolare) e la Boulé (il consiglio dei 500).
Obiettivo: Comprendere il funzionamento della democrazia ateniese, il concetto e il significato di sorteggio, della partecipazione diretta e i meccanismi del voto nell’antica Atene.
Target: Classe V Primaria.
1. Preparazione dell'Ambiente, dei materiali e assegnazione dei Ruoli
Ecco un testo suggestivo da leggere ad alta voce per dare inizio all'attività. Abbassa leggermente le luci o chiedi il silenzio assoluto per creare l'atmosfera della piazza greca. Il discorso può essere declamato dall’insegnante oppure da un oratore anziano, da un araldo.
🏛️ Discorso d'Inaugurazione: "L'Alba della Democrazia"
"Cittadini e cittadine di Atene, ascoltate!
Oggi non siamo più in una semplice aula di scuola. Alzate lo sguardo: intorno a voi non ci sono muri, ma le alte colonne di marmo dei nostri templi. Sentite il profumo del mare che arriva dal porto del Pireo e il rumore della folla che si accalca nell’Agorà.
Per secoli, pochi uomini potenti hanno deciso il destino di tutti. Ma da oggi, grazie alle leggi di Clistene, tutto cambia. Atene appartiene a voi. Non conta quanto siate ricchi o da quale famiglia veniate: oggi la vostra voce ha lo stesso valore di quella di un generale o di un nobile. Tra poco, la sorte sceglierà chi tra voi siederà nel consiglio della Bulè. Poi, tutti insieme, decideremo come rendere Atene la città più splendida del mondo. Ma ricordate: la libertà è un peso prezioso. Dovrete discutere, ascoltare e, infine, scegliere con il cuore e con la mente, usando i vostri sassi bianchi e neri.
E se qualcuno tra voi cercherà di farsi padrone della città, calpestandoci, i nostri cocci di terracotta – gli ostraka – saranno pronti a mandarlo lontano da qui.
Preparate i vostri documenti. La democrazia sta per nascere. Cittadini, siete pronti?"
Preparazione Materiali: Consegnare i template della "Carta d'identità" e dare 10 minuti per compilarli oppure farli realizzare dai bambini, come abbiamo fatto noi
Biglietti con i nomi degli alunni (carta d’identità dell’ateniese o scheda personaggio), un'urna (o un vaso), sassi bianchi e neri, cocci di terracotta (o cartoncini sagomati) per l'ostracismo, corona di mirto per prendere la parola, filo con tintura rossa per i ritardatari, sacchetto scuro per l’estrazione a sorte.
Fase 1: La Carta d'Identità dell'Ateniese.
A quel tempo, il cognome non esisteva. Un cittadino era identificato dal suo nome, dal nome del padre (patronimico) e dal suo quartiere/villaggio (demo).
Compito per gli alunni: Creare il proprio "passaporto" su un cartoncino.
• Nome: (es. Pericle, Aristide, Callia...)
• Figlio di: (es. Senofonte, Filippo...)
• Demo di appartenenza: (Inventa o assegna nomi reali come Acarne, Maratona, Eleusi).
• Tribù: Dividi la classe in 4 gruppi (le tribù di Clistene) per rendere il sorteggio realistico.
Dividere la classe in Tribù (come fece Clistene). Ogni tribù rappresenta una zona di Atene (città, costa, entroterra).
Nel nostro contesto, creare 4 gruppi che rappresentano aree o interessi: Bagnaria, Ponte Nizza, Val Di Nizza, Cecima che sono i 4 comuni afferenti al nostro polo scolastico da cui provengono gli alunni e corrispondono a 4 zone del territorio.
Fase 2: Il Sorteggio della Bulè
Spiegare che per Clistene tutti sono capaci di governare, quindi si usa la sorte, non il voto, per scegliere chi amministra.
1. Inserite i nomi di tutti i "cittadini" in un'urna o meglio in un sacchetto di stoffa scura.
2. Estraete a sorte un numero ridotto di alunni (es. 5 o 6) che formeranno la Bulè per quel giorno.
Il Sorteggio: per rendere il momento della "Bulè" solenne, usa un sacchetto di stoffa scura. Quando estrai i nomi, usa una formula rituale: "Per volontà della sorte, il cittadino [Nome] entra nel Consiglio!" L’annuncio può essere declamato da un araldo, un oratore, un anziano, l’insegnante.
3. I membri della Bulè siederanno davanti alla classe e avranno il compito di gestire l'assemblea (Ecclesia).
Spiegare che ad Atene molte cariche non venivano "elette" per popolarità, ma assegnate dal destino (volontà degli dei). I consiglieri estratti hanno il compito di "preparare l'ordine del giorno". Devono sedersi a un tavolo a parte e decidere quali proposte sottoporre all'assemblea generale. Esempi di proposte:
Costruire/riparare un tempio
Difesa della città
Organizzazione dei giochi
Costruzione di navi ecc
Fase 3: Il Dibattito nell'Ecclesia (L'Assemblea di tutti i cittadini)
Tutti gli altri alunni sono i cittadini. La Bulè presenta le proposte (es. "Costruiamo un nuovo Partenone?" o "Finanziamo i Giochi Olimpici?") e le argomenta davanti all’ Ecclesia spiegando se la proposta è utile o meno alla Polis. Ogni cittadino che desidera parlare deve indossare una corona di mirto per avere il diritto di parola. Ecco altre opzioni storicamente accurate:
• Difesa della città: Costruire le "Lunghe Mura" per collegare Atene al porto del Pireo.
• Assistenza sociale: Istituire un compenso (misthòs) per i cittadini poveri che partecipano alla vita politica.
• Cultura: Finanziare un festival di teatro (le Grandi Dionisie) dove tutti possono andare gratis.
• Religione e Arte: Restaurare la statua di Atena in oro e avorio.
…
Il Dibattito: consegnare l'elenco delle proposte alla Bulè, chiedere di aggiungerne altre e poi chiedere loro di scegliere le più importanti da presentare alla classe.
Fase 4: La Votazione con i Sassi
Dopo il dibattito, si passa al voto. Il portavoce ditribuisce a ogni alunno un sassolino bianco e uno nero.
• Sasso Bianco: Favorevole (Sì).
• Sasso Nero: Contrario (No).
Procedura: l’oratore legge a voce alta la mozione da approvare o respingere. Gli alunni passano davanti a un'urna e lasciano cadere il sasso scelto (coprendo la mano per non farsi vedere, se vuoi simulare la segretezza, o palesemente se vuoi una discussione aperta).
Risultato: il portavoce conta i sassi davanti alla classe e proclama la decisione della città.
Materiale:
🏛️ Scheda 1: Il Documento d'Identità dell'Ateniese
Polis di Atene
Certificato di cittadinanza
Nome:
Patronimico (figlio/a di … ):
Demo (Villaggio di provenienza):
Tribù:
Ritaglia il rettangolo e personalizzalo con un piccolo autoritratto in stile "profilo greco".
🏺 Scheda 2: Gli Ostraka (I Cocci per il voto)
Scrivi sopra il coccio il nome di chi vuoi allontanare dalla città per proteggere la democrazia.
📜 L'Ordine del Giorno della Bulè
Questa scheda serve ai "consiglieri" estratti a sorte per guidare la discussione.
PROPOSTE PER LA CITTÀ (Segna con una X quelle scelte per il dibattito):
1. [ ] Olimpiadi: Organizzare gare in onore di Zeus.
2. [ ] Tempio: Iniziare i lavori per il Partenone sull'Acropoli.
3. [ ] Flotta: Costruire 20 nuove triremi (navi da guerra) per difendere il mare.
4. [ ] Teatro: Pagare il biglietto d'ingresso ai cittadini più poveri.
5. [ ] Mura: Alzare le difese intorno al porto per proteggere il commercio.
…
Aggiungere altri argomenti e scegliere quelli considerati più importanti per la città
Concludere la simulazione con l’esperienza dell’ostracismo.
Fase 5: Il Rito dell'Ostracismo
Spiega che per proteggere la democrazia, gli Ateniesi allontanavano chi diventava troppo potente o pericoloso. Durante il dibattito qualche cittadino potrebbe aver dimostrato comportamenti non congrui con le regole della dialettica costruttiva.
• Azione: Chiedi agli alunni di scrivere sul loro "ostrakon" (il coccio di cartoncino) il nome di un compagno che, per gioco, si è comportato in modo troppo autoritario durante l'attività.
• Conseguenza: Chi riceve più voti viene simbolicamente "esiliato" dalla discussione per 5 minuti oppure si simula la sua partenza. Spiegare che se un cittadino diventava troppo potente e rischiava di farsi tiranno, veniva allontanato per 10 anni. Chi riceve più voti deve "uscire" dalla città (magari sedersi in un angolo della classe o fare un piccolo compito fuori dall'aula per 5 minuti).
L'angolo dell'esilio: prepara un piccolo spazio in fondo all'aula chiamato "Confini della Polis". Chi viene ostracizzato deve stare lì per la durata dell'ultima fase, osservando la città da lontano.
• Nota pedagogica: assicurati che sia chiaro che si vota il "personaggio" e non il compagno di classe, per evitare tensioni.
Fase 6: Verifica finale
-Per consolidare i concetti appresi durante il gioco, ecco una breve sfida digitale per la classe!
https://gemini.google.com/share/dd4dfc6298a4
Conclusione e Debriefing
Il debriefing è la fase più importante: serve a trasformare il gioco in apprendimento profondo, aiutando i bambini a collegare l'emozione dell'attività ai concetti storici e civici. Ecco alcune domande guida da porre alla classe, divise per aree tematiche:
1. Sulla Partecipazione (La Bulè e il Sorteggio)
• Come ti sei sentito quando è stato estratto il tuo nome per la Bulè? (O, al contrario, come ti sei sentito a restare "semplice" cittadino nell'assemblea?)
• Secondo voi, perché Clistene usava il sorteggio invece di far votare il più bravo o il più simpatico? (Far capire che per gli Ateniesi la democrazia significava che chiunque era degno di servire la città).
• Qual è il rischio di scegliere a sorte? E il vantaggio?
2. Sul Potere della Parola (Il Dibattito)
• È stato facile convincere gli altri a votare la vostra proposta? Cosa vi ha aiutato di più: le urla o le buone ragioni?
• Qualcuno ha cambiato idea dopo aver ascoltato un compagno parlare?
• Obiettivo: Introdurre il concetto di retorica (l'arte di parlare bene) come strumento fondamentale della politica greca.
3. Sulla Giustizia (L'Ostracismo)
• L'ostracismo serve a punire chi ha fatto un reato o a proteggere la città da chi sta diventando troppo potente?
• Vi è sembrato "giusto" allontanare un cittadino anche se non aveva commesso un crimine vero e proprio?
Far riflettere sulla differenza tra la nostra giustizia (basata sulle colpe) e quella ateniese (basata sulla stabilità della comunità).
4. Sul Confronto con l'Oggi
• Nella nostra democrazia attuale, usiamo ancora il sorteggio per scegliere chi ci governa? (No, usiamo le elezioni). Secondo voi quale sistema è migliore?
• Ad Atene votavano solo gli uomini liberi. Se oggi facessimo così, chi sarebbe escluso dalla nostra classe?
• Obiettivo: Sottolineare i limiti della democrazia antica (esclusione di donne, stranieri e schiavi) rispetto a quella moderna (universale).
🌟 Il tocco finale: "Il Diario dell'Ateniese"
Per concludere l'attività, potresti assegnare un piccolo compito:
"Scrivi una breve pagina di diario raccontando la tua giornata nell'Agorà. Eri felice della legge approvata? Hai avuto paura di essere ostracizzato? Cosa hai provato a vedere il tuo nome estratto a sorte?"
Le nostre riflessioni sono postate sulla piattaforma linoit:
http://linoit.com/users/RosannaPezzati/canvases/Role%20playing
Contenuti per l’approfondimento
Colori e vita politica
Ai tempi di Clistene (fine VI secolo a.C.), i cittadini che partecipavano all'Ecclesìa (l'assemblea popolare) o alla Bulè (il consiglio dei 500) non indossavano divise ufficiali, ma seguivano un codice di abbigliamento che rifletteva il loro status di cittadini liberi e la solennità del loro ruolo pubblico.
Ecco i dettagli su come erano vestiti e sui colori utilizzati:
L'abbigliamento principale
L'abbigliamento maschile era estremamente semplice e basato su rettangoli di tessuto non tagliati o cuciti, ma sapientemente drappeggiati:
• Il Chitone (chitōn): Era la tunica di base, solitamente in lino leggero o lana fine. Per gli uomini impegnati nella vita pubblica, arrivava generalmente fino alle ginocchia e veniva fermato in vita da una cintura.
• L'Himation: Era il capo fondamentale per la vita politica. Si trattava di un ampio mantello di lana pesante che veniva avvolto sopra il chitone. Portare bene l'himation era segno di educazione e decoro: un cittadino rispettabile doveva drappeggiarlo in modo che la mano destra rimanesse avvolta nel tessuto (gesto di compostezza e moderazione, chiamato sophrosyne).
• Calzature: I cittadini si recavano alle assemblee con i sandali (pedila), sebbene in casa si stesse spesso scalzi.
I colori: non solo bianco
Sebbene le statue marmoree ci abbiano abituato all'idea di un'Atene "in bianco", la realtà era molto più colorata:
• Bianco e colori naturali: Il bianco (ottenuto con candeggianti) e le tonalità naturali della lana (panna, beige, grigio) erano i più comuni per i cittadini comuni, poiché la lana grezza era economica.
• Colori vivaci: I cittadini più abbienti indossavano capi tinti in zafferano (giallo), verde, blu o rosso. Le tinture erano costose, quindi il colore era un indicatore di ricchezza.
• Il divieto del Porpora: Il colore porpora era associato al lusso eccessivo o alla tirannia. Un politico che si presentava con troppa ostentazione rischiava di essere guardato con sospetto dal popolo, che vedeva nel lusso un pericolo per l'uguaglianza democratica.
• Segni di lutto: In caso di lutto, i cittadini indossavano vestiti neri o di colori molto scuri.
Curiosità: "La corda rossa"
Si narra che ad Atene, per spingere i cittadini pigri a partecipare all'Ecclesìa, gli schiavi pubblici percorressero l'Agorà tendendo una fune tinta di rosso. Chi veniva sporcato dalla corda riceveva una multa: questo serviva a garantire che le persone si affrettassero verso la collina della Pnice per iniziare i lavori dell'assemblea. Di conseguenza, vedere macchie rosse sui vestiti era segno di trascuratezza verso i propri doveri civici.
Differenze tra Ecclesìa e Bulè
• Ecclesìa: L'abbigliamento era quello dei cittadini "di tutti i giorni", poiché vi partecipavano tutti, dai contadini ai ricchi proprietari.
• Bulè: Essendo un organo più ristretto e istituzionale, l'atmosfera era più formale, ma i capi rimanevano gli stessi (chitone e himation). I membri della Bulè potevano a volte indossare una corona di mirto durante le cerimonie o le sessioni più solenni per indicare il loro carattere sacro e inviolabile.
Griglia di valutazione strutturata, utile per osservare sia le competenze storiche che quelle di educazione civica e relazionale durante il role-playing.
🏛️ Griglia di Valutazione: "La Democrazia di Clistene"
📝 Consigli per il docente sull'osservazione:
Osservazione durante la Bulè: Nota chi prende l'iniziativa nel proporre soluzioni e chi invece cerca il consenso dei compagni.
Il momento dell'Ostracismo: Valuta la maturità della classe: se votano per motivi legati al gioco (es. "è diventato troppo influente nel dibattito") o per motivi personali (es. "mi ha fatto un dispetto ieri"). Quest'ultimo punto è un ottimo spunto di riflessione per il debriefing.
Autovalutazione: Alla fine, potresti chiedere agli alunni: "Cosa hai imparato oggi che non avresti imparato leggendo solo il libro?". La loro risposta è spesso l'indicatore più prezioso del successo dell'attività.
FINE
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